EPOCAR: IL MOVIMENTO CHE STA RISCRIVENDO LA CULTURA DELL’AUTO D’EPOCA

Quando si parla del mondo dei motori degli anni a venire, è facile parlare di grandi marchi, grandi vetture e grandi piloti che hanno fatto la storia. Nomi ancora oggi molto importanti e molto discussi per la loro maestria nel padroneggiare una vettura che di tecnologico aveva ben poco. Senza togliere nulla a queste eccellenze, che difficilmente potranno essere dimenticate, la stessa sorte non è capitata alle vetture comuni: le cosiddette auto del popolo.

È da qui che nasce l’iniziativa di Epocar: fare da ponte intergenerazionale tra il mondo dei veicoli d’epoca e le generazioni presenti, raccontando le storie che hanno caratterizzato il mondo dei motori e cercando di trasmettere alle nuove generazioni valori fondamentali per chi, un domani, volesse lavorare nel settore automobilistico o motociclistico.

Un movimento culturale, non un club

Epocar non è un club tradizionale, né un gruppo chiuso: è un movimento culturale giovanile che vuole raccontare il patrimonio automobilistico con un linguaggio nuovo, accessibile e contemporaneo. Una realtà che unisce social, cultura, territorio ed esperienze, allo scopo di rendere l’auto d’epoca non solo un oggetto da ammirare, ma un mezzo per creare relazioni, conoscenza e appartenenza.

La crew: giovani competenze per un settore che cambia

L’intenzione dei ragazzi piacentini che spinsero alla costituzione di Epocar, a settembre – Alessandro Triscornia, Matteo Greco e Roberto Lucchini – fu quella di rendere una passione antiquata all’altezza delle esigenze dei giovani, ma soprattutto di renderla accessibile: la cultura che si mischia al divertimento. È qui che nasce l’esigenza di organizzare eventi sia culturali che sociali, ossia momenti in cui è possibile mettere sullo stesso piano la trasmissione di valori (sotto il profilo ingegneristico, economico o del design) e occasioni di svago. Nel tempo altri ragazzi si sono aggiunti alla cosiddetta “crew” – Bruno Pio Cosentino di Aieta, Antonio Bruno, Michele Carella e Davide Cattani – contribuendo alla creazione di contenuti e mettendo a disposizione competenze diverse – fotografia, video, comunicazione e meccanica – che si sono rivelate fondamentali per il progetto.

Le auto come ponte tra generazioni

Per Epocar le auto sono un pretesto per creare legami tra generazioni, per far scoprire nuove competenze ai ragazzi e per valorizzare una parte di storia italiana che rischia di essere dimenticata. Per molti giovani, infatti, una vettura d’epoca non è solo un mezzo: è un racconto di famiglia, un ponte con il passato, un modo per riscoprire un’identità che oggi fatica a trovare spazio.

Non è stato semplice, soprattutto perché tutto questo doveva avvenire con un budget pari a zero. È qui che si è dimostrata fondamentale la collaborazione di chi crede che il mondo dei motori termici abbia ancora molto da trasmettere ai giovani: prima Lorenzo Boriani, proprietario di DSC Piacenza (centro di simulazione virtuale dell’esperienza di guida), e poi altre realtà pronte a credere nel progetto, come CPAE Piacenza e un ex pilota dilettantistico, fondatore del marchio RossoCorsaGarage, Lino Franceschini.

Con il centro DSC Piacenza si è pensato a un primo evento che permettesse a chiunque di provare, con un budget abbordabile, le macchine che hanno corso sui circuiti negli anni passati: Lamborghini Miura P400, Alfa Romeo Stradale e Ferrari 250 GTO. L’esperienza è stata arricchita da un’esposizione di alcuni veicoli d’epoca al di fuori dell’attività.

Il Club Piacenza Autoveicoli d’Epoca (CPAE) ha fin da subito ascoltato i ragazzi parlare del loro progetto, invitandoli a discutere presso la loro sede su come mantenere vivo il mondo dei veicoli d’epoca in una generazione che sembra preferire i grossi display e i prestigiosi optional all’interno dei propri veicoli, invece che una vettura che profuma di benzina e storia.

“L’interesse verso il mondo dei veicoli d’epoca c’è; sta a noi trasformarlo in una passione!”

Sono queste le parole di Matteo Greco riguardo al futuro dei veicoli d’epoca. In tale occasione si è quindi discusso di come le due generazioni possano collaborare nel mantenere vivo un pezzo di storia che ha ancora così tanto da trasmettere. Alcuni ragazzi di Epocar hanno quindi partecipato al raduno del 9 novembre organizzato da CPAE, potendo così ascoltare con piacere chi da tempo vive questa passione.

La forza dei social e le nuove collaborazioni nazionali

Un contributo essenziale è arrivato anche dal mondo dei social, dove l’interesse è presto dilagato tra i follower, portando molti appassionati a mettersi in gioco nel progetto condividendo conoscenze e idee. Tra questi, importante è il rapporto che si è costruito con Vintaagecar e CarLoversEur, con i quali si sta realizzando qualcosa che vada oltre le singole realtà territoriali e che unisca, a livello nazionale, tutti quelli che sono appassionati o nutrono interesse per il mondo dei veicoli d’epoca, storici e youngtimer.

L’intenzione di Epocar, da qui ai prossimi mesi, è quella di consolidare le relazioni trovate e di coltivarne di nuove, trovando sempre più modi per raggiungere i ragazzi. Si sta cercando di coinvolgere il Comune di Piacenza, che si è dimostrato molto collaborativo e attratto dall’iniziativa dei giovani, in una serie di attività per valorizzare la guida delle classic car nel panorama piacentino, con l’invito di ospiti illustri sia nel mondo del collezionismo sia in quello autosportivo.

L’obiettivo finale è creare un movimento nazionale che dia voce a una nuova generazione di appassionati, capace di far convivere passato, presente e futuro dell’automobilismo storico.

Matteo Greco & Giulia Carta