Riceviamo e pubblichiamo con piacere il contributo dedicato ai “Catorci grumesi”, gruppo di appassionati di Grumo Appula che ha trasformato la passione per i mezzi storici in un’occasione di incontro, condivisione e valorizzazione del territorio. Una storia che racconta come auto, moto e scooter d’epoca possano diventare molto più che oggetti da collezione: veri “mezzi” per unire generazioni, memoria e comunità.
Un mezzo storico può essere ritenuto responsabile della nascita di coscienza critica ed impegno sociale verso il proprio territorio? E’ possibile coinvolgere ed appassionare le nuove generazioni mediante il recupero ed il restauro di veicoli fabbricati prima ancora della nascita dei loro genitori? La risposta hanno cercato di darla i “Catorci grumesi”.
Se vi venisse chiesto in che modo sia possibile far conoscere l’eccellenza industriale mondiale rappresentata dall’Italia già dai primi anni del secondo dopoguerra quasi a tutti verrebbe subito in mente un vecchio filmato in bianco e nero dell’Istituto Luce!

Al fine di evitare l’ascolto, probabilmente per qualche ora,di un anonimo cronista che racconta in dizione (sentendosi Gassmann che recita La Divina Commedia) le eccellenze industriali italiane (a suo tempo contemporanee) è possibile adottare una soluzione più rapida, pratica e sicuramente di maggiore impatto sul pubblico: viverla.
Essendo però terminato quello che è stato il “periodo d’oro” dell’industria italiana, la possibilità di “viverla” purtroppo non è più realizzabile ed è quindi necessario “riscoprirla” o “recuperarla”.
Tuttavia, non disponendo di grandi capitali da investire nel rilancio di una tra le industrie italiane che hanno “motorizzato” il Paese, l’unico “recupero” che può permettersi l’appassionato medio si limita al restauro di uno o più pezzi da collezione.






Restaurare un mezzo “storico” o “vintage” non può essere accomunato ad un qualsiasi altro hobby in quanto ogni pezzo racconta, per gli appassionati più attenti, allo stesso tempo una vera e propria lezione di storia, di scelte tecniche, ingegneristiche e di design, sia periodi di vita dei proprietari precedenti permettendo di conoscere i gusti e le abitudini di gente altrimenti sconosciuta.
La base di partenza è quasi sempre un “catorcio”, possibilmente tappezzato di adesivi vintage, possibilmente personalizzato, possibilmente con telaio in dima!
Ed è proprio dall’esperienza del restauro dei “catorci” è nata l’ispirazione per battezzare il gruppo di appassionati di auto e moto d’epoca di Grumo Appula (Bari) “Catorci grumesi”.
L’idea è nata inizialmente sette anni fa dovendo rinominare il gruppo Whatsapp nel quale ci si organizza per le uscite del weekend.
Il Gruppo è costituito prevalentemente da possessori di scooter d’epoca milanesi (anche per i neofiti è superfluo specificare il marchio) che, da profondi conoscitori e sostenitori della cultura Mods inglese preferisce conservare estetica completamente originale “svecchiando” il motore mediante gruppi maggiorati in alluminio, accensioni elettroniche e scarichi più fragorosi che, così come il celebre unguento Vicks, permette al motore di respirare molto meglio.

Nel 2024, avendo notato interesse crescente per il “turismo vintage locale da weekend”, si è deciso, dopo un paio di tentativi, di organizzare il primo raduno indipendente per le strade principali della nostra città di Grumo Appula dal titolo “I Raduno di fine estate” quasi per salutare la bella stagione ormai volta al termine.
In una piccola cittadina di provincia del Sud Italia, non particolarmente contenta del disturbo della quiete di una calda domenica mattina di Settembre, le previsioni sul numero dei potenziali partecipanti non facevano ben sperare: ma ai Catorci grumesi interessava ben poco!
Avendo intessuto diverse amicizie tra appassionati nate in più di dieci anni nel settore e grazie alla magia dello spam delle locandine ed inviti sui social l’elenco degli iscritti al Raduno, tra auto e moto, si è espresso chiaramente: 135 mezzi!
Con quel fiume di mezzi colorati ed “insoliti” parcheggiati per le vie del centro accompagnato da uno sciame di proprietari “forestieri” i cittadini, inizialmente confusi, hanno iniziato ad avvicinarsi incuriositi, come le lumache dopo una pioggia estiva, rivelandosi quasi tutti ex proprietari di mezzi analoghi e raccontando, con sincera nostalgia, i più disparati (e molte volte esagerati) aneddoti di gioventù legati al periodo di utilizzo del mezzo.

Inutile dire che, anche i proprietari “forestieri” dei mezzi hanno profondamente gradito l’accoglienza cittadina e l’organizzazione dei Catorci che aveva messo a punto per loro una mattinata di relax offrendo la possibilità di conoscere piccole realtà enogastronomiche locali ed alcuni scorci di panorama campestre tipico dell’entroterra Pugliese.
In seguito alla modesta riuscita dell’evento di fine estate i Catorci grumesi si sono ripromessi di organizzare piccoli eventi cittadini almeno una volta l’anno per avere l’occasione di ritrovarsi per godere di attimi di “vita lenta” lontana dai ritmi frenetici della società moderna avendo nel cuore, come maggiore soddisfazione, le ormai frequenti domande delle inizialmente ostili e confuse “lumache” sopracitate: quando lo rifate?
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