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Il business del collezionismo auto: un settore miliardario tra passione e investimento

Il collezionismo auto è molto più di una semplice passione per motori e carrozzerie d’epoca: oggi rappresenta un vero e proprio settore economico, con un giro d’affari globale che muove miliardi e coinvolge una filiera ampia di attori, dai restauratori alle case d’asta, dai produttori di ricambi alle compagnie assicurative. Un mondo affascinante in cui storia, cultura e lusso si fondono con logiche di business, investimenti alternativi e strategie di marketing sempre più sofisticate.

Secondo diversi report internazionali, il mercato delle auto da collezione è in piena espansione. Nel 2024 il comparto delle “classic cars” è stato valutato intorno ai 39,7 miliardi di dollari e si stima che raggiungerà circa 77,8 miliardi entro il 2032, con un tasso di crescita annuo composto vicino all’8,7%. Alcune analisi, come quelle di McKinsey, arrivano a stimare un “value pool” complessivo, ovvero la somma delle transazioni, dei servizi e dei business collegati, tra i 75 e i 90 miliardi di euro ogni anno. Si tratta quindi di un settore non marginale, ma di un asset class a tutti gli effetti, al pari di arte, orologi di lusso o vino pregiato. Negli Stati Uniti, ad esempio, Hagerty calcola che oltre 43 milioni di veicoli possano essere considerati da collezione, con un valore assicurabile che sfiora complessivamente i mille miliardi di dollari.

Il cuore del business rimane la compravendita, che si articola tra aste internazionali, piattaforme digitali e concessionari specializzati. Case d’asta come RM Sotheby’s, Bonhams, Barrett-Jackson o Gooding & Company muovono da sole cifre colossali, spesso con singole transazioni da milioni di euro. In parallelo, negli ultimi anni hanno preso piede le piattaforme online, come Bring a Trailer o Collecting Cars, che hanno reso più trasparente e accessibile un mercato un tempo riservato a pochi. Secondo McKinsey, solo il segmento delle aste e della compravendita rappresenta quasi la metà del valore complessivo del settore, attorno ai 40-45 miliardi l’anno.

Accanto al commercio, un altro pilastro fondamentale è quello del restauro e della manutenzione. Le auto storiche richiedono interventi specialistici, dai lavori di carrozzeria alla ricostruzione degli interni, dalla revisione dei motori all’impianto elettrico. I restauratori sono migliaia in tutto il mondo, spesso realtà artigiane di grande tradizione tramandata da generazioni. A questo si aggiunge il business dei ricambi, con fornitori che producono componenti originali o riprodotti in piccole serie: dai parabrezza alle cromature, fino ai volanti e alle sellerie. Un mercato di nicchia ma ad altissimo valore, poiché spesso il costo di un restauro può superare quello dell’acquisto stesso dell’auto.

Non mancano le produzioni speciali: alcune case automobilistiche hanno deciso di riportare in vita modelli iconici con le cosiddette “continuation series”, come Aston Martin con la DB4 GT o Jaguar con la D-Type. In altri casi si parla di “restomod”, ovvero auto storiche equipaggiate con tecnologia moderna, dai freni potenziati ai motori elettrici. Questo segmento è più piccolo, stimato tra i 200 e i 300 milioni di euro annui, ma in forte crescita grazie alla domanda di collezionisti che cercano il fascino del passato con l’affidabilità del presente.

Attorno a questo universo ruotano poi una serie di servizi essenziali. Le assicurazioni per auto da collezione rappresentano un business miliardario a sé, con polizze che tengono conto del valore storico e della rivalutazione nel tempo. Il trasporto e lo stoccaggio in strutture climatizzate sono altrettanto importanti: non si tratta di semplici garage, ma di veri caveau per veicoli da milioni di euro. Anche il settore degli eventi gioca un ruolo cruciale: fiere, raduni, concorsi di eleganza e musei generano flussi turistici, sponsorizzazioni e partnership con brand di lusso, dall’orologeria alla moda, fino al vino e al design.

Il collezionismo auto non è soltanto passione, ma sempre più investimento. I dati dimostrano che alcune vetture hanno registrato rivalutazioni superiori ad asset tradizionali come azioni o immobili. Da qui l’interesse crescente verso formule innovative, come la tokenizzazione e la proprietà frazionata, che permettono anche a piccoli investitori di partecipare al possesso di auto rare. Un fenomeno che apre nuove prospettive, avvicinando al settore anche chi non dispone di capitali multimilionari.

Le opportunità, dunque, sono enormi. La crescita del reddito disponibile in paesi emergenti, la digitalizzazione del mercato e la scarsità intrinseca di molte auto classiche contribuiscono a sostenere i prezzi. Al tempo stesso, il settore deve affrontare sfide significative: i costi di restauro e mantenimento, la necessità di certificare autenticità e provenienza per evitare falsificazioni, le restrizioni ambientali e fiscali che in alcuni paesi limitano la circolazione di veicoli storici. Anche la sostenibilità è un tema cruciale: l’elettrificazione dei restomod è solo una delle possibili risposte a un mercato che dovrà bilanciare tradizione e innovazione.

In sintesi, il collezionismo auto è oggi un settore dinamico e globale, capace di attrarre collezionisti, investitori e appassionati in tutto il mondo. Un business che unisce artigianato e tecnologia, lusso e passione, ma soprattutto numeri da capogiro: un mercato che corre veloce, proprio come i bolidi che ne sono protagonisti.