Le origini
Quella di FD Racing è una storia che parla di passione, amicizia e tradizione. Una storia che affonda le radici in una famiglia bresciana con il motorsport nel sangue.

Filippo Danieli ha 29 anni e cresce tra auto d’epoca: suo nonno, Gino Danieli, fu tra i fondatori della Mille Miglia quando rinacque come gara di regolarità nel 1982, dopo una pausa di venticinque anni. Quell’amore si è tramandato di generazione in generazione, fino a lui, che da anni trascorre il tempo libero a manutenere e riparare auto storiche insieme al padre e allo zio.

Filippo e Tommaso
Nel 2025, Filippo decide di trasformare quella passione in qualcosa di concreto. Trova un copilota, Tommaso Favagrossa, e insieme fondano la scuderia. Il battesimo del fuoco arriva subito: il Gran Premio Nuvolari, a bordo di una MG A del ’59, ribattezzata affettuosamente “Victoria”. Il risultato non è quello sperato, ma al traguardo li aspettano amici e familiari, in un momento di festa che vale già tutto.

La scuderia si amplia
Quell’esperienza diventa contagiosa. Diversi amici iniziano a sognare di correre, e l’Officina dei Danieli si trasforma in un punto di ritrovo. Tra risate, fatica e mani sporche d’olio, i ragazzi muovono i primi passi nella manutenzione delle auto d’epoca: capita di ritrovarsi in garage fino a tardi, dopo il lavoro o l’università, a smontare un motore o a sistemare un dettaglio di carrozzeria.
Entrano così a far parte della scuderia Enrico Bergamini, Paolo Valzelli e Luca Cavicchioli, tutti under 30. Quest’ultimo compie addirittura il grande passo, acquistando la sua prima auto d’epoca: “Stella Giuseppa”, una Fiat 500L del ’71. Nel 2026 scende in pista al Franciacorta Historic, fianco a fianco con Victoria.


Le gare di regolarità
Il mondo delle gare di regolarità è ancora poco conosciuto, e FD Racing lo vuole cambiare. Si tratta di una dimensione più accessibile rispetto alle gare di velocità: non conta chi arriva primo, ma la precisione e l’attenzione al dettaglio.
Una gara significa ore al volante attraversando strade e paesi sconosciuti, ammirando paesaggi mozzafiato. Ma non è tutto romanticismo: si può partire con 30 gradi e finire sotto un temporale, dopo una giornata intera alla guida. Lavorare in coppia, stanchi, richiede grande sintonia tra pilota e copilota.
Brescia, del resto, è il posto perfetto per avvicinarsi a questo mondo. La tradizione della Mille Miglia ha reso la città un punto di riferimento per le auto storiche, e durante l’anno non mancano gare, raduni ed eventi dedicati alla regolarità.

La parola ai piloti
“Per noi l’obiettivo non è soltanto correre: ciò che conta davvero è costruire un rapporto autentico con le auto. Nessuno di noi nasce meccanico – quel poco che sappiamo lo abbiamo imparato sporcandoci le mani, sul campo, grazie alla pazienza di chi ci ha guidato, soprattutto Paolo Danieli, il padre di Filippo.
Vogliamo vivere l’esperienza dei piloti di una volta: niente meccanico al seguito, se capita un imprevisto siamo noi a scendere e risolvere. Ed è proprio questo che ci attrae: la possibilità di imparare qualcosa di vero, stare insieme e mettere le mani sulle auto.
Qualche mese fa, la passione era così ardente che Stella Giuseppa ha letteralmente preso fuoco: un cavo del motore ha fatto una scintilla e il cofano ha iniziato a fumare. Luca e Paolo sono entrati in azione con un estintore. Oggi, dopo tanto lavoro, la vecchia roccia è tornata al suo splendore.
C’è chi arriva in garage alle sei di mattina, chi ci passa dopo il lavoro — ma tutti condividiamo la stessa voglia di imparare, smontando, provando, lavorando. Alla fine, più che il risultato, contano le ore in officina, gli imprevisti in gara e il tempo passato insieme.”
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