Anche quest’anno la Mille Miglia ha regalato emozioni uniche a chi ha avuto il privilegio di percorrere le sue strade, e tra i protagonisti dell’edizione 2026 c’è un equipaggio che ha fatto della gara un vero e proprio rito di famiglia: Riccardo Abbenante e suo padre Domenico, al volante della loro Fiat 1100. Per loro si tratta della quarta partecipazione alla Freccia Rossa, dopo le edizioni del 2023 e del 2025 (le prime due volte in cui hanno preso parte alla manifestazione). Abbiamo raccolto le loro impressioni a caldo, subito dopo il traguardo.

Una tradizione di famiglia
Per Riccardo, la Mille Miglia non è più un evento occasionale, ma un appuntamento fisso nel calendario delle gare di regolarità a cui l’equipaggio partecipa ogni anno. Come racconta lui stesso, si tratta ormai di una tradizione e un importante momento di condivisione padre-figlio — un legame che si rinnova edizione dopo edizione, chilometro dopo chilometro.
La Fiat 1100: l’auto del popolo italiano
La scelta della vettura non è casuale. La Fiat 1100 rappresenta per Riccardo un pezzo di storia collettiva del nostro Paese: un’utilitaria che ha accompagnato la classica famiglia italiana nel dopoguerra, diventando un simbolo popolare più che un oggetto da collezione esclusivo.

Ed è proprio questo aspetto a renderla speciale agli occhi del pubblico lungo il percorso. Come sottolinea Riccardo, se alla Mille Miglia sfilano vetture uniche, prototipi dal valore inestimabile e auto che hanno preso parte alle storiche edizioni di velocità, la 1100 riscuote comunque un grande successo perché viene percepita come vicina e accessibile alla gente comune. Molti spettatori, vedendola passare, ricordano i momenti in cui i nonni li accompagnavano a scuola proprio con un’auto simile: un’emozione che nasce non tanto dal valore economico o stilistico della vettura, quanto da quello affettivo.
La preparazione: un lavoro di squadra
Dietro ogni partenza c’è un lavoro meticoloso di preparazione. L’equipaggio ha sottoposto l’auto a tutti i controlli necessari, verificandola in maniera maniacale per garantirne l’affidabilità durante la gara. Un lavoro reso possibile anche grazie al supporto di un team di assistenza eccezionale, composto da Giuliano Chicarella e Francesco Quatrana.

L’emozione della partenza e le strade d’Italia
Descrivere cosa si prova a partecipare alla Mille Miglia non è semplice. Riccardo la definisce senza esitazioni la gara più bella del mondo, dalla storia più bella del mondo, un privilegio che regala un’emozione indescrivibile a chi ha la fortuna di prendervi parte.
Tra i momenti più intensi del percorso, Riccardo ricorda l’attraversamento della Gola del Furlo: una strada strettissima, incassata tra pareti rocciose imponenti, capace di lasciare senza fiato. Ma l’emozione più grande, dice, resta sempre la stessa lungo tutto il tragitto: passare in mezzo alle migliaia di persone che, da nord a sud, attendono il passaggio della Mille Miglia lungo le strade di tutta Italia.
Anche la partenza e l’arrivo restano momenti cardine di ogni edizione. La partenza segna l’inizio di un’avventura difficile da raccontare a parole, fatta di imprevisti, fatica ma anche di enormi soddisfazioni. L’arrivo, invece, chiude un capitolo di giorni intensi, fatti di condivisione ed emozioni che restano impresse a lungo.
Gli imprevisti lungo il percorso
Correre per duemila chilometri con un’auto d’epoca significa mettere in conto che qualcosa possa non funzionare come previsto, e anche quest’anno non sono mancate le difficoltà. A Padova si è rotta la dinamo: la mattina seguente l’equipaggio ha acquistato un paio di batterie, sostituite poi nel corso dei due giorni successivi. Arrivati a Roma, è stato reperito il pezzo di ricambio corretto, montato durante la notte, per poi ripartire il giorno dopo. Un imprevisto risolto con determinazione, proprio lo spirito che contraddistingue chi affronta gare di regolarità con auto storiche.
Il valore del lavoro di squadra
Trascorrere tante ore insieme in auto richiede affiatamento, e Riccardo lo sottolinea con convinzione: il lavoro di gruppo è fondamentale, sia per affrontare bene le prove cronometrate sia per pianificare correttamente il viaggio giorno dopo giorno. Serve, come dice lui, un buon feeling tra i componenti dell’equipaggio — quello che solo un legame come quello tra padre e figlio può garantire.

Tre parole per raccontare la Mille Miglia
Alla richiesta di sintetizzare l’esperienza in poche parole, Riccardo non ha dubbi: bellezza, fatica, condivisione. Tre concetti che racchiudono lo spirito più autentico della manifestazione.
Il consiglio per chi vuole partecipare
A chi si affaccia per la prima volta a un’avventura come questa, Riccardo lascia un consiglio semplice e sentito: godersi ogni istante, apprezzare ogni saluto ricevuto lungo la strada ed essere pronti ad affrontare le difficoltà. Ma soprattutto, divertirsi.
E per chi si chiede se ne varrà la pena, la risposta di Riccardo è tanto breve quanto eloquente: una volta fatta, non vuoi più smettere.
Intervista raccolta da Giulia Carta – Team @vintaagecar per Collezionismoauto.it
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