Due amici, due percorsi diversi nel mondo dei motori, un’unica grande passione: le auto classiche italiane
Ci sono storie che nascono da un oceano di distanza e che, nonostante tutto, restano profondamente italiane. È il caso di Dolce Vita Garage, il progetto di Facundo Lattes e Juan Sáenz, 39 anni entrambi, amici, soci e fondatori di questa officina argentina interamente dedicata alle classiche italiane.

Una passione condivisa da sempre
Dolce Vita nasce da qualcosa che Facundo e Juan si portano dentro da molto prima di trasformarlo in un progetto: l’amore per le automobili, per le competizioni e, soprattutto, per le sportive italiane.
Amano le auto originali e credono fermamente nel valore di preservarne la storia, ma nutrono la stessa passione per le vetture da corsa degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Studiano come venivano preparate all’epoca, ne comprendono le soluzioni meccaniche e ne reinterpretano lo spirito nei propri progetti, aggiungendo sempre un elemento distintivo: il “tocco Dolce Vita”.
I due soci sono arrivati a questo punto seguendo strade diverse, ma le loro esperienze si sono rivelate perfettamente complementari.
Facundo: tutto è cominciato con una Fiat 600
Il legame di Facundo con Fiat inizia a 16 anni, quando suo padre gli regala la sua prima auto — una Fiat 600 — per andare a scuola.
Quello che doveva essere un semplice mezzo di trasporto diventa una passione che lo accompagnerà per tutta la vita. Da allora, nel suo garage c’è stata quasi sempre una 600: nel corso degli anni, sono circa 19 gli esemplari passati per le sue mani.
Anche le competizioni arrivano presto: la sua prima auto da corsa è una Fiat 128, seguita in un secondo momento da una Fiat 600 preparata per le gare.
A questa esperienza come pilota si affianca un altro elemento fondamentale per Dolce Vita: per molti anni Facundo si dedica alla cura e al restauro estetico delle automobili, specializzandosi in carrozzeria, verniciatura, preparazione e finitura.

Juan: costruire per andare più forte
Juan segue un percorso diverso, ma ugualmente legato alle prestazioni e alle competizioni.
Per anni si dedica alla costruzione e alla preparazione di auto da drag racing sul quarto di miglio, ottenendo buoni risultati e maturando una solida esperienza nello sviluppo e nella fabbricazione di componenti.
Si specializza in particolare nella realizzazione di sistemi di scarico in acciaio inox e di componenti speciali, sviluppando soluzioni su misura per ogni preparazione. Da questa esperienza nasce una filosofia che oggi è parte integrante di Dolce Vita: non limitarsi a sostituire i componenti, ma capire, progettare e, quando serve, costruire.
Capire, provare, migliorare
Le competizioni continuano a far parte della vita di entrambi: amano allenarsi insieme con i kart.
Amano guidare, ma li appassiona altrettanto tutto ciò che sta dietro le quinte: cercare l’assetto giusto, interpretare il comportamento del veicolo, preparare i motori, sperimentare soluzioni diverse e verificare se il miglioramento è reale.
Per loro la meccanica non significa semplicemente assemblare pezzi. Significa capire, provare e migliorare.

Argentina, Italia e Fiat: un legame speciale
Il rapporto tra Argentina e Italia è profondo. L’immigrazione italiana ha lasciato un segno enorme nella cultura, nelle famiglie e nello stile di vita argentino, e le automobili fanno parte di questa storia.
In Argentina, Fiat ha avuto una presenza straordinaria: modelli come la 600, la 128, la 125 e la 147 hanno accompagnato intere generazioni come auto di famiglia, prime vetture e protagoniste di innumerevoli gare e preparazioni. Per questo, per Facundo e Juan, queste auto non appartengono soltanto alla storia automobilistica italiana: fanno parte anche della loro storia personale.
Restaurare significa anche conservare
In Dolce Vita la filosofia è chiara: restaurare non significa necessariamente ricominciare da zero. Quando un’automobile conserva elementi originali importanti, la priorità è preservarli.
Di recente hanno acquistato una Fiat 600 del 1974, con circa 70.000 km originali, un abitacolo straordinariamente conservato e gran parte della vernice di fabbrica ancora presente. L’auto porta inevitabilmente i segni di oltre cinquant’anni di vita, ma la scelta è stata di conservare il più possibile quella vernice, intervenendo solo dove davvero necessario.
Una verniciatura nuova si può sempre rifare. Una vernice originale sopravvissuta per più di mezzo secolo è irripetibile.

L’altro lato di Dolce Vita
Allo stesso tempo, Facundo e Juan sono profondamente appassionati delle Fiat e delle Abarth da competizione, delle vetture Turismo, dei motori aspirati, dei carburatori Weber, degli scarichi artigianali, dei cerchi piccoli e larghi, e di quegli abitacoli in cui ogni elemento aveva una funzione precisa.
Studiano fotografie d’epoca e vecchie configurazioni meccaniche per capire come venivano preparate quelle auto, ma non cercano di costruire repliche esatte. Preferiscono immaginare come un’automobile avrebbe potuto essere preparata all’epoca, e darle la propria interpretazione. È questo il tocco Dolce Vita.
Possono preservare una Fiat 600 fino alla sua vernice originale e, allo stesso tempo, costruirne un’altra ispirata a un’auto da corsa degli anni Settanta. Per loro non c’è alcuna contraddizione: è lo stesso rispetto per la storia, espresso in due modi diversi.
Tecnologia moderna, spirito d’epoca
Pur amando la meccanica tradizionale, a Dolce Vita piace esplorare nuove possibilità. In alcuni progetti stanno implementando ECU programmabili per gestire iniezione e accensione, ottenere una messa a punto più precisa ed estrarre il massimo potenziale dai motori.
La sfida è integrare la tecnologia moderna senza alterare l’identità dell’auto: che sia la ricerca della carburazione perfetta con i Weber o lo sviluppo di un motore a iniezione elettronica, l’obiettivo resta lo stesso — fare in modo che ogni motore esprima il meglio di sé.

Fatto a mano
Gran parte del lavoro di Dolce Vita è artigianale: riparare, recuperare e costruire, dalla carrozzeria e verniciatura fino a uno scarico, un supporto o un componente speciale.
Vengono utilizzati materiali e processi moderni quando permettono di migliorare protezione, affidabilità e durata, ma sempre con l’obiettivo di mantenere il carattere originale dell’automobile. L’idea non è trasformare una Fiat degli anni Settanta in un’auto moderna travestita da classica, ma conservarne il suono, il cambio manuale, la strumentazione analogica, il peso ridotto e quella connessione diretta tra pilota e macchina.
Perché per divertirsi non servono sempre 500 cavalli: a volte bastano 500 chili, un buon motore e una strada piena di curve.
La leggenda continua
Dolce Vita è ancora una storia giovane. Facundo e Juan vogliono continuare a cercare automobili, preservare esemplari originali, creare le proprie interpretazioni sportive e riportare questi classici sulle strade.
I social network hanno permesso loro di scoprire qualcosa di speciale: poter lavorare su una piccola Fiat in Argentina e ritrovarsi a parlarne con un appassionato in Italia. Forse perché Argentina e Italia, in fondo, non sono mai state davvero così lontane: le separa un oceano, ma condividono storie, cultura e un’enorme passione per le automobili.
E ogni volta che una di queste piccole Fiat torna a mettersi in moto, una parte di quella storia continua.
Dolce Vita Garage — Argentina Facundo Lattes & Juan Sáenz
La leggenda continua. 🇮🇹🇦🇷
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