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Moto Guzzi, il tempio del collezionismo moto rinasce a Mandello del Lario

La storia del collezionismo moto italiano ha da oggi un nuovo luogo simbolo. A Mandello del Lario, sulle rive del Lago di Como, Moto Guzzi ha presentato la sua nuova casa: non soltanto uno stabilimento produttivo completamente trasformato, ma un grande polo dedicato alla storia, alla tecnologia e alla cultura motociclistica.

Un progetto particolarmente importante per gli appassionati e i collezionisti, che potranno trovare nel nuovo Museo Moto Guzzi oltre 160 motociclette restaurate e un percorso capace di raccontare più di un secolo di evoluzione delle due ruote italiane.

La trasformazione arriva dopo quasi cinque anni di lavori e un investimento superiore ai 50 milioni di euro. Il risultato mette insieme passato e futuro: da una parte motociclette storiche, competizioni e modelli diventati oggetti da collezione; dall’altra robotizzazione, nuove linee produttive e tecnologie avanzate.

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Mandello del Lario, una destinazione per i collezionisti di moto

Per gli appassionati Moto Guzzi, Mandello del Lario non è mai stato semplicemente il luogo dove vengono costruite le motociclette dell’Aquila. È parte integrante dell’identità stessa del marchio.

Moto Guzzi nasce qui nel 1921 e, a distanza di 105 anni, continua a produrre nello stesso luogo. Una caratteristica che contribuisce al fascino delle Guzzi storiche e al loro interesse collezionistico: moto, fabbrica, territorio e storia industriale sono elementi difficili da separare.

Non a caso è stato conservato anche il celebre portone rosso di Via Parodi, ingresso dello stabilimento dal 1921. Nel corso dei decenni lo hanno attraversato lavoratori, progettisti, tecnici e piloti e oggi rappresenta una sorta di luogo di pellegrinaggio per i Guzzisti provenienti da tutto il mondo.

La nuova struttura rafforza ulteriormente questo rapporto trasformando Mandello in una destinazione nella quale il collezionista può comprendere non soltanto l’evoluzione dei singoli modelli, ma l’intera cultura che li ha prodotti.

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Un museo con oltre 160 Moto Guzzi

Il cuore storico del progetto è il nuovo Museo Moto Guzzi, ospitato in una costruzione di circa 3.000 metri quadrati.

L’esposizione comprende più di 160 esemplari restaurati e permette di attraversare oltre un secolo di storia motociclistica. Una collezione che assume un valore particolare proprio perché conservata nel luogo in cui questa storia ha avuto origine.

Tra le motociclette più importanti compare la G.P., prototipo unico dal quale prese il via l’avventura Moto Guzzi. Da lì il percorso arriva fino ai modelli contemporanei passando attraverso alcune delle moto che hanno contribuito maggiormente alla notorietà internazionale del marchio.

Per chi guarda alle motociclette anche come patrimonio storico e collezionistico, il museo consente soprattutto di leggere l’evoluzione tecnica della produzione di Mandello: motori, soluzioni progettuali, design e destinazioni d’uso cambiano insieme alla società italiana.

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Le Moto Guzzi da competizione e i 14 titoli mondiali

Un capitolo fondamentale è naturalmente quello sportivo.

Moto Guzzi possiede una delle storie agonistiche più importanti del motociclismo italiano. Le motociclette da competizione conservate nel museo ricordano una stagione nella quale la Casa di Mandello riuscì a conquistare 14 titoli mondiali nel Motomondiale.

Proprio il legame con le competizioni rappresenta uno degli elementi che alimentano l’interesse verso numerosi modelli storici del marchio. Nel collezionismo motociclistico, infatti, il valore di una moto non dipende esclusivamente dalla sua rarità: contano la storia industriale, l’innovazione tecnica, i successi sportivi, il design e il ruolo che un determinato modello ha avuto nella propria epoca.

Il nuovo museo permette di inserire ogni motocicletta all’interno di questo contesto, andando oltre la semplice esposizione di una sequenza di mezzi storici.

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Il collezionismo moto racconta anche la società italiana

Particolarmente interessante è la scelta di organizzare il percorso attraverso sezioni dedicate non soltanto alla produzione e alle corse, ma anche al cinema, ai viaggi, alle arti e ai mezzi utilizzati dalle forze militari e di polizia.

La motocicletta diventa così uno strumento per osservare i cambiamenti della società.

Le Moto Guzzi hanno attraversato epoche profondamente differenti e sono state utilizzate per viaggiare, lavorare, gareggiare e rappresentare le istituzioni. Alcuni modelli sono entrati nell’immaginario collettivo, altri sono diventati particolarmente ricercati dagli appassionati.

È anche questo che rende il collezionismo moto qualcosa di diverso dal semplice possesso di un veicolo d’epoca. Conservare una motocicletta significa spesso preservare una testimonianza di tecnologia, costume e design.

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Dalle moto storiche alla fabbrica del futuro

Una delle caratteristiche più originali del nuovo museo è il rapporto diretto con la produzione contemporanea.

Dagli spazi espositivi sarà infatti possibile osservare le nuove linee di assemblaggio. Il visitatore passerà idealmente dalle motociclette costruite decenni fa alle Moto Guzzi che stanno nascendo nello stabilimento.

La fabbrica è stata profondamente trasformata. Sono stati realizzati 5.500 metri quadrati di nuovi edifici industriali, portando l’area produttiva complessiva a circa 38.000 metri quadrati. La capacità dello stabilimento supera ora le 30.000 motociclette all’anno.

Le linee di assemblaggio dei motori sono automatizzate e di nuova generazione, mentre l’impianto di assemblaggio finale è collegato all’officina motori attraverso un sistema di trasporto robotizzato.

Alla fine della linea entrano in scena anche i kilo™, i robot terrestri sviluppati a Boston da Piaggio Fast Forward, utilizzati per movimentare le motociclette verso le successive operazioni di collaudo, limitando il carico fisico per gli addetti.

Tecnologie che mostrano quanto sia cambiata la produzione rispetto alle epoche raccontate dalle motociclette conservate pochi metri più in là.

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Una fabbrica storica progettata per il futuro

L’intervento, firmato dall’architetto americano Greg Lynn, vincitore in passato del Leone d’Oro alla Biennale di Architettura di Venezia, non ha voluto cancellare l’identità industriale dello stabilimento.

L’obiettivo è stato piuttosto quello di far convivere le diverse epoche di Moto Guzzi.

Anche dal punto di vista ambientale il nuovo complesso introduce importanti innovazioni. Lo stabilimento è sviluppato in Classe A, utilizza ampiamente l’illuminazione naturale ed è dotato di circa 1.300 metri quadrati di pannelli fotovoltaici.

È quindi interessante osservare come uno dei marchi storici maggiormente associati al collezionismo motociclistico italiano utilizzi proprio il luogo della propria memoria per mostrare l’evoluzione della produzione industriale.

Non solo museo: 4.200 metri quadrati aperti al pubblico

La trasformazione di Mandello va però molto oltre museo e stabilimento.

Il progetto comprende oltre 4.200 metri quadrati di nuovi spazi polifunzionali aperti al pubblico, pensati per trasformare la sede Moto Guzzi in un luogo da vivere durante tutto l’anno.

Sono presenti grandi aree esterne pedonali, due piazze, una promenade, una terrazza rialzata affacciata sulla piazza centrale e un grande mosaico dedicato alla celebre aquila Moto Guzzi.

A questi ambienti si aggiungono il Motoplex Store, una caffetteria, spazi destinati a workshop e manifestazioni e un nuovo auditorium.

Un ruolo particolare continua ad avere anche la storica Galleria del Vento, restaurata all’interno del nuovo complesso. È uno dei luoghi simbolici della capacità innovativa che ha caratterizzato Moto Guzzi nel corso della sua storia.

Un nuovo punto di riferimento internazionale per il collezionismo moto

Per Moto Guzzi la trasformazione di Mandello del Lario rappresenta quindi molto più dell’ammodernamento di uno stabilimento.

Nasce un vero hub della cultura motociclistica, nel quale produzione, architettura, turismo industriale e memoria storica convivono all’interno dello stesso spazio.

Per il mondo del collezionismo moto questo significa soprattutto poter disporre di un luogo capace di contestualizzare le motociclette storiche, mostrando cosa esiste dietro un modello diventato raro e desiderato: le persone che lo hanno progettato, le tecnologie della sua epoca, le competizioni, il design e l’ambiente industriale nel quale è nato.

«Chi guida una Moto Guzzi guida oltre un secolo di storia d’Italia», ha sottolineato Michele Colaninno, amministratore delegato del Gruppo Piaggio, durante la presentazione.

Una frase che assume un significato ancora maggiore quando si parla di moto storiche. Perché una Moto Guzzi conservata, restaurata e tramandata non rappresenta soltanto un mezzo da collezione: è un frammento della storia industriale e motociclistica italiana.

Con la nuova casa di Mandello del Lario, questa storia trova oggi uno spazio completamente rinnovato nel quale essere conservata, raccontata e, soprattutto, messa in relazione con le motociclette del futuro.