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Lancia Stratos, la storia guarda al futuro

Una Lancia Stratos HF del 1975, simbolo assoluto del collezionismo automobilistico e della storia sportiva italiana, incontra le monoposto progettate dagli ingegneri di domani. È questa una delle immagini più significative della XXI edizione di Formula SAE Italy, in programma dal 2 al 6 settembre all’Autodromo di Varano de’ Melegari.

L’Automotoclub Storico Italiano partecipa per la prima volta come partner della manifestazione organizzata da ANFIA, portando in pista uno degli esemplari della Collezione ASI Bertone. Ma la Stratos presente a Varano non rappresenta soltanto un prezioso pezzo di storia dell’automobile: alimentata con biocarburante, diventa protagonista del progetto ASI Net-Zero Classic, dedicato alla ricerca di soluzioni sostenibili per preservare l’utilizzo dei veicoli storici anche in futuro.

Un incontro particolarmente interessante per il mondo del collezionismo. Da una parte un’automobile nata oltre mezzo secolo fa, dall’altra circa 1.600 studenti provenienti da 14 Paesi impegnati a progettare la mobilità delle prossime generazioni.

La Lancia Stratos simbolo del collezionismo italiano

Poche automobili riescono a rappresentare il concetto di auto da collezione quanto la Lancia Stratos HF.

La sua linea inconfondibile, il rapporto con Bertone e soprattutto una storia strettamente legata ai rally hanno trasformato la Stratos in una delle vetture italiane più desiderate dagli appassionati.

L’esemplare del 1975 portato a Varano appartiene alla Collezione ASI Bertone e assume, all’interno della Formula SAE Italy, un significato che va oltre quello puramente espositivo.

La vettura viene infatti utilizzata per dimostrare come la conservazione del patrimonio motoristico possa convivere con la ricerca di una maggiore sostenibilità ambientale.

Il tema è destinato ad assumere crescente importanza anche nel collezionismo di auto storiche: preservare un’automobile significa infatti conservarne l’originalità tecnica, ma anche creare le condizioni perché possa continuare a essere utilizzata su strada e in occasione di manifestazioni.

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Il progetto ASI Net-Zero Classic

La Stratos è alimentata con un carburante ottenuto da fonti di origine biologica nell’ambito del progetto Net-Zero Classic, promosso dalla Commissione ASI Green.

Il programma viene sviluppato in collaborazione con università e centri di ricerca con l’obiettivo di individuare soluzioni che consentano di ridurre l’impatto ambientale del motorismo storico senza modificare profondamente i veicoli.

Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio la possibilità di utilizzare benzine di origine biologica nei tradizionali motori endotermici storici.

Secondo i test condotti nell’ambito del progetto, questi carburanti possono essere utilizzati senza interventi sui motori, mantenendo prestazioni analoghe e in alcuni casi migliorandole. ASI indica inoltre una riduzione dell’80% del sovraccarico di CO2 in atmosfera legato al funzionamento del motore.

Una prospettiva significativa per il collezionismo, perché consente di immaginare un futuro nel quale conservazione e utilizzo delle auto storiche possano continuare ad andare di pari passo.

Le auto storiche devono continuare a viaggiare

Il tema tocca uno dei principi centrali della cultura del motorismo storico: un’automobile da collezione non è necessariamente destinata a rimanere immobile in un museo.

Una parte fondamentale del suo valore culturale deriva proprio dalla possibilità di osservarla in movimento, ascoltarne il motore e comprenderne le caratteristiche dinamiche.

Raduni, rievocazioni, concorsi, gare di regolarità e manifestazioni dedicate alle auto storiche permettono di mantenere vivo questo patrimonio.

La ricerca sui carburanti alternativi può quindi diventare uno degli strumenti attraverso i quali consentire ai collezionisti di continuare a utilizzare i propri veicoli, conciliando la salvaguardia delle caratteristiche tecniche originali con una crescente attenzione all’ambiente.

La presenza della Stratos a Formula SAE Italy assume proprio questo significato: non relegare l’automobile storica al passato, ma utilizzarla per sperimentare possibili soluzioni per il futuro.

Una Stratos in pista a Varano

E la Lancia Stratos non rimarrà ferma nel paddock.

La vettura partecipa al Track Show di venerdì 4 settembre, previsto dalle 14.00 alle 14.30, offrendo agli studenti la possibilità di vivere un hot lap accanto al test driver Ottavio Tonti.

Un’occasione particolare per i giovani progettisti presenti a Varano, che potranno confrontare direttamente l’esperienza offerta da un’icona analogica degli anni Settanta con le tecnologie sulle quali stanno lavorando oggi.

Il Track Show sarà preceduto da una parata alla quale parteciperanno altre vetture storiche con equipaggi delle Commissioni ASI Giovani, ASI Turismo e ASI Solidale.

Quest’ultima sarà presente anche con il progetto Classica & Accessibile, attraverso vetture dotate di comandi manuali destinate alle persone con disabilità.

1.600 futuri ingegneri si sfidano a Varano

A rendere particolarmente interessante la presenza di ASI è il contesto nel quale viene presentata la Stratos.

Formula SAE Italy è infatti una manifestazione educational internazionale che permette agli studenti universitari di mettere alla prova le proprie competenze progettando e realizzando vetture da competizione.

Per l’edizione 2026 sono attesi circa 1.600 studenti provenienti da 14 Paesi, in rappresentanza di 53 atenei.

La Formula SAE nacque nel 1981 su iniziativa della Society of Automotive Engineers e nel tempo si è trasformata in un importante laboratorio internazionale per la formazione dei futuri professionisti dell’automotive.

Gli studenti non devono occuparsi soltanto delle caratteristiche tecniche delle vetture. L’esperienza permette di confrontarsi con progettazione, organizzazione, lavoro di squadra e gestione delle diverse problematiche che accompagnano lo sviluppo di un’automobile.

Elettriche, termiche e driverless

Le vetture realizzate dagli studenti sono suddivise in quattro categorie.

La classe più numerosa è la 1EV, dedicata ai veicoli con propulsione elettrica. La 1CV comprende invece le vetture equipaggiate con motore a combustione interna, mentre nella 1DV competono i progetti driverless.

La Classe 3 è infine riservata alla presentazione di progetti che non prevedono un prototipo marciante.

Il confronto tra queste tecnologie e la Lancia Stratos del 1975 crea così un ideale percorso attraverso differenti epoche dell’automobile.

Non è soltanto un contrasto tra vecchio e nuovo. Molte delle soluzioni sviluppate nel corso della storia automobilistica continuano infatti a rappresentare una fonte di conoscenza per progettisti e designer.

Il collezionismo come conservazione della conoscenza

È proprio questo uno degli aspetti meno evidenti ma più importanti del collezionismo automobilistico.

Conservare un’auto storica significa preservare un oggetto, ma anche mantenere disponibile una testimonianza concreta delle conoscenze tecniche e progettuali di una determinata epoca.

Telaio, aerodinamica, motore, materiali, ergonomia e design permettono di capire come gli ingegneri del passato abbiano affrontato problemi che, sotto forme differenti, continuano a interessare l’industria contemporanea.

Una Lancia Stratos può quindi essere contemporaneamente una preziosa automobile da collezione, una straordinaria testimonianza della storia dei rally e un oggetto di studio per una nuova generazione di progettisti.

È il concetto sottolineato anche dal presidente ASI Alberto Scuro, secondo il quale il passato può offrire un’importante fonte di ispirazione tecnica, stilistica e culturale ai giovani chiamati a progettare i veicoli del futuro.

Il futuro delle auto storiche passa anche dalla sostenibilità

L’incontro tra ASI e Formula SAE Italy apre quindi una riflessione che riguarda direttamente il futuro del collezionismo.

La sfida dei prossimi anni sarà infatti riuscire a proteggere l’autenticità dei veicoli storici consentendo contemporaneamente di continuare a utilizzarli in uno scenario automobilistico profondamente differente rispetto a quello nel quale sono stati progettati.

I carburanti di origine biologica rappresentano una delle strade oggetto di sperimentazione. La Lancia Stratos HF del 1975 utilizzata dal progetto ASI Net-Zero Classic diventa così un simbolo particolarmente efficace di questa ricerca.

A Varano de’ Melegari, mentre migliaia di giovani ingegneri lavorano su elettrico, guida autonoma e nuove soluzioni per la mobilità, un’icona del collezionismo italiano ricorda che innovare non significa necessariamente dimenticare ciò che è venuto prima.

Al contrario, la storia dell’automobile può diventare un laboratorio per il futuro. E permettere a vetture straordinarie come la Lancia Stratos di continuare a scendere in pista potrebbe essere uno dei modi migliori per conservarle davvero.