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La DeLorean di “Ritorno al Futuro” al MAUTO di Torino: un viaggio nella storia del cinema e dell’automobile

Il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino – è una delle mete più affascinanti per chi ama l’ingegneria, la storia e il design. Ma tra modelli iconici, prototipi rari e vetture che hanno definito intere epoche, una in particolare riesce a catturare l’attenzione di ogni visitatore: la DeLorean DMC-12, resa immortale dal film Ritorno al Futuro. Esposta al MAUTO, la vettura permette di rivivere la magia della trilogia cinematografica e allo stesso tempo di scoprire la storia, le ambizioni e le contraddizioni dell’azienda che la realizzò.

La DeLorean DMC-12: un mito nato ben prima del cinema

Molto prima di diventare una macchina del tempo sul grande schermo, la DeLorean era un progetto visionario dell’ingegnere e manager John DeLorean. Concepita alla fine degli anni Settanta, la DMC-12 doveva rappresentare una rottura con le logiche produttive dell’industria automobilistica americana. Le sue caratteristiche erano rivoluzionarie: carrozzeria in acciaio inox spazzolato, porte ad ali di gabbiano, motore posteriore, linee futuristiche firmate da Giorgetto Giugiaro.

L’obiettivo era quello di creare un’auto sportiva diversa da tutte le altre, iconica e progressista. Tuttavia, la produzione incontrò ostacoli economici e politici: l’azienda DMC chiuse dopo pochi anni e la DeLorean rischiò di cadere nell’oblio. Ma il cinema la salvò.

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“Ritorno al Futuro”: la consacrazione di un’icona pop

Nel 1985, un giovane regista di nome Robert Zemeckis scelse proprio una DeLorean come base per la macchina del tempo del suo film Back to the Future. Il motivo? Aveva un aspetto talmente futuristico da sembrare già di per sé un oggetto fantascientifico. Il risultato fu straordinario: la vettura divenne subito un simbolo globale della cultura pop.

Al MAUTO di Torino, la DeLorean è esposta in una versione fedele a quella della trilogia: dotata di circuiti temporali, cavi, strumenti fantascientifici e persino del celebre flusso canalizzatore. Vederla dal vivo permette di percepire tutta la cura scenografica che trasformò una vettura reale in un mito cinematografico.

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L’esperienza al MAUTO: un incontro ravvicinato con il futuro (e il passato)

La DeLorean esposta al MAUTO non è solo un’auto: è una testimonianza culturale, un ponte tra tecnologia e immaginario collettivo. Il museo dedica alla vettura un allestimento che ne valorizza i dettagli, invitando il visitatore a osservare da vicino le forme della carrozzeria e le componenti sceniche aggiunte per il film.

Il primo impatto è visivo: l’acciaio inox, ancora oggi in perfette condizioni, riflette la luce in modo unico, restituendo quell’effetto “spaziale” che ha contribuito a renderla celebre. Poi ci sono le porte ad ali di gabbiano, che richiamano immediatamente le scene cult della saga. Infine, gli elementi scenici – dal plutonio ai cavi ad alta tensione – completano l’illusione di trovarsi davanti alla famosa macchina del tempo usata da Doc Brown e Marty McFly.

Per appassionati di cinema, fotografia e automobili, si tratta di uno dei pezzi più suggestivi dell’intera collezione del museo.

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La DeLorean come simbolo dell’innovazione mancata

Uno dei motivi per cui la DeLorean affascina ancora oggi è il contrasto tra il suo enorme successo culturale e la sua storia produttiva travagliata. L’auto era avanti sui tempi per design e materiali, ma soffriva di problemi meccanici e scelte ingegneristiche discutibili. La produzione limitata – poco più di 8.000 esemplari – ha contribuito a renderla un oggetto raro e ricercato.

Il MAUTO offre l’occasione di approfondire questo lato meno noto: la DeLorean non è solo un simbolo di fantasia, ma anche un esempio concreto di quanto sia complesso innovare nell’industria automobilistica. La visione di John DeLorean era brillante, ma la realtà economica e tecnica dell’epoca non fu dalla sua parte.

Un pezzo di storia che continua a ispirare

Nonostante le difficoltà produttive, la DeLorean è oggi considerata una delle auto più iconiche del XX secolo. E a differenza di molti modelli storici, non ha perso fascino. Anzi: il suo legame con la trilogia cinematografica la rende ogni anno più popolare. Nelle comunità di appassionati spopola il restauro degli originali, mentre alcune aziende hanno persino iniziato a produrre nuove versioni elettriche ispirate al modello classico.

Il MAUTO celebra anche questo aspetto: l’allestimento dedicato alla DeLorean racconta come un semplice veicolo sportivo possa attraversare i decenni trasformandosi in un simbolo universale di immaginazione, nostalgia e speranza tecnologica.

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Perché la DeLorean del MAUTO è una tappa imperdibile

Visitare il MAUTO e osservare la DeLorean dal vivo significa vivere un doppio viaggio. Da un lato si riscopre la storia dell’automobile negli anni Ottanta, con le sue innovazioni e i suoi limiti. Dall’altro si rivivono le emozioni di uno dei film più amati di sempre.

E’ bene ricordare che la DeLorean è uno dei veicoli più ricercati dagli appassionati di cinema, collezionisti, turisti e curiosi.

Un viaggio nel tempo… davvero possibile

Al MAUTO di Torino non si viaggia nel tempo, ma ci si va molto vicino. La DeLorean DMC-12 esposta rappresenta una delle contaminazioni più riuscite tra tecnologia automobilistica e immaginario cinematografico. La sua presenza arricchisce un museo già straordinario, trasformando la visita in un’esperienza che unisce cultura, emozione e divertimento.

Che siate fan della saga, appassionati di motori o semplicemente curiosi, la DeLorean del MAUTO merita un posto nella vostra lista delle cose da vedere. Perché alcune icone non appartengono né al passato né al futuro: vivono nel presente, continuando a ispirare generazioni.